L’ORSO CATTIVO
Tutti gli abitanti del piccolo villaggio sapevano che dentro
la foresta c’era un grande orso cattivo ed erano terrorizzati ogni volta che
dovevano, per i più diversi motivi, entrarvi.
In realtà nessuno lo aveva mai visto, eppure su di lui si raccontavano storie terribili, che non aveva pietà di nessuno, che sbranava gli altri animali e uccideva anche gli uomini se ne aveva la possibilità.
Ora avvenne che una famigliola, padre, madre e un piccolo bambino,
avendo finito la legna per il focolare, dovette entrare nella grande foresta
per procurarsela. Il padre e la madre raccolsero legna per tutto il giorno e, facendosi
sempre più vicino il tramonto, decisero di tornare al
villaggio.
Chiamarono così il loro bambino, ma lui non rispondeva,
pensarono subito che lo avesse rapito l’orso cattivo per mangiarselo e furono
presi da una terribile paura. Continuarono a chiamarlo a gran voce per
diverso tempo, a cercarlo nei dintorni, ma del bambino nessuna traccia,
sembrava che la foresta lo avesse inghiottito. Decisero così di tornare al
villaggio e iniziare le ricerche il mattino successivo.
Il
bambino, in realtà, approfittando della distrazione dei genitori intenti a
raccogliere legna, spinto dalla curiosità, si era allontanato da loro e si era perso nella grande foresta.
Resosi
conto di essere rimasto solo, ed essendo ormai la notte vicina, impaurito ed infreddolito,
il povero bambino si guardava intorno per trovare almeno un riparo per la
notte e vide un albero con un grande tronco. Si avvicinò e vide che alla base
del tronco c’era un’apertura e che all’interno il tronco era vuoto.
Vi entrò e si stese per terra per riposarsi, poi, dopo un
po’, vinto ormai dalla stanchezza, si addormentò. Grande fu la sua
meraviglia, quando, svegliatosi all’alba, si accorse di trovarsi tra le zampe
del grande orso cattivo. Si bambini,
avete capito, il tronco cavo era niente po’ di meno che la tana dell’orso che
però non era così cattivo come tutti
credevano.
L’orso, infatti, visto quel bambino così impaurito ed
infreddolito, lo prese tra le sue zampe, lo protesse e lo riscaldò con la sua pelliccia
per tutta la notte.
L’orso prese il bambino per la mano e i due si incamminarono per uscire dalla foresta in direzione del villaggio.
L’orso prese il bambino per la mano e i due si incamminarono per uscire dalla foresta in direzione del villaggio.
Quando arrivarono al limite della foresta, si imbatterono nei
genitori del bambino che, con altri uomini del villaggio, erano tornati per
cercarlo. Grande fu lo stupore quando videro che l’orso, che tutti
credevano cattivo, conduceva il bambino fuori dalla foresta, come fosse un
timido cagnolino, ma più grande fu la loro meraviglia quando il bambino raccontò che l’orso lo
aveva protetto e riscaldato per tutta la notte, si resero allora conto di
quanto avevano sbagliato nel giudicare l’orso, che non era assolutamente
cattivo, ma decisamente buono, e per ringraziarlo e per farsi perdonare di
averlo ingiustamente calunniato, ogni mattina un abitante del villaggio
portava del cibo all’orso che aspettava ai limiti della foresta, nessuno ebbe
più paura ad avventurarsi dentro la foresta e tra gli uomini del piccolo
villaggio e l’orso si stabilì un rapporto di grande stima ed amicizia che
ancora oggi continua. Da allora in poi tutti chiamarono il grande orso Orso Buono.








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