Introduzione


A Bubu, del giardino il più bel fiore. La tua vita sia sempre una favola. Nonno Mario Arezzo 2016.

Questo piccolo libro di favole è dedicato ai bambini in età scolare con la speranza che sia di loro gradimento e imparino ad amare il libro e la lettura di opere sempre più impegnative. I disegni sono di Elena Palazzini.

lunedì 29 maggio 2017

L'orso cattivo


L’ORSO CATTIVO

Tutti gli abitanti del piccolo villaggio sapevano che dentro la foresta c’era un grande orso cattivo ed erano terrorizzati ogni volta che dovevano, per i più diversi motivi, entrarvi.


In realtà nessuno lo aveva mai visto, eppure su di lui si raccontavano storie terribili, che non aveva pietà di nessuno, che sbranava gli altri animali e uccideva anche gli uomini se ne aveva la possibilità.



Ora avvenne che una  famigliola, padre, madre e un piccolo bambino, avendo finito la legna per il focolare, dovette entrare nella grande foresta per procurarsela. Il padre e la madre raccolsero legna per tutto il giorno e, facendosi  sempre più vicino  il tramonto, decisero di tornare al villaggio.



Chiamarono così il loro bambino, ma lui non rispondeva, pensarono subito che lo avesse rapito l’orso cattivo per mangiarselo e furono presi da una terribile paura. Continuarono a chiamarlo a gran voce per diverso tempo, a cercarlo nei dintorni, ma del bambino nessuna traccia, sembrava che la foresta lo avesse inghiottito. Decisero così di tornare al villaggio e iniziare le ricerche il mattino successivo.
Il bambino, in realtà, approfittando della distrazione dei genitori intenti a raccogliere legna, spinto dalla curiosità, si era allontanato da loro e si era perso nella grande foresta.



Resosi conto di essere rimasto solo, ed essendo ormai la notte vicina, impaurito ed infreddolito, il povero bambino si guardava intorno per trovare almeno un riparo per la notte e vide un albero con un grande tronco. Si avvicinò e vide che alla base del tronco c’era un’apertura e che all’interno il tronco era vuoto.



Vi entrò e si stese per terra per riposarsi, poi, dopo un po’, vinto ormai dalla stanchezza, si addormentò. Grande fu la sua meraviglia, quando, svegliatosi all’alba, si accorse di trovarsi tra le zampe del grande orso cattivo. Si  bambini, avete capito, il tronco cavo era niente po’ di meno che la tana dell’orso che però non era così cattivo come tutti  credevano.
L’orso, infatti, visto quel bambino così impaurito ed infreddolito, lo prese tra le sue zampe, lo protesse e lo riscaldò con la sua pelliccia   per  tutta  la notte.


L’orso prese il bambino per la mano e i due si incamminarono per uscire  dalla foresta  in direzione del villaggio.


Quando arrivarono al limite della foresta, si imbatterono nei genitori del bambino che, con altri uomini del villaggio, erano tornati per cercarlo. Grande fu lo stupore quando videro che l’orso, che tutti credevano cattivo, conduceva il bambino fuori dalla foresta, come fosse un timido cagnolino, ma più grande fu la loro meraviglia  quando il bambino raccontò che l’orso lo aveva protetto e riscaldato per tutta la notte, si resero allora conto di quanto avevano sbagliato nel giudicare l’orso, che non era assolutamente cattivo, ma decisamente buono, e per ringraziarlo e per farsi perdonare di averlo ingiustamente calunniato, ogni mattina un abitante del villaggio portava del cibo all’orso che aspettava ai limiti della foresta, nessuno ebbe più paura ad avventurarsi dentro la foresta e tra gli uomini del piccolo villaggio e l’orso si stabilì un rapporto di grande stima ed amicizia che ancora oggi continua. Da allora in poi tutti chiamarono il grande orso Orso Buono.


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