IL GIARDINO DELLA PRIMAVERA
In una terra molto lontana c’era un piccolo paesino adagiato
su una piccola valle in mezzo a grandi monti.
Il paesino era così piccolo che i bambini non avevano nemmeno
una piccola piazza su cui poter correre e giocare ed erano sempre molto tristi.
Vicino al piccolo paese c’era il castello di un conte, un tipo aspro e rude, un misantropo che non metteva mai i piedi fuori dalle sue stanze e intorno al castello un grande giardino dove non cresceva un filo d’erba, non c’erano fiori, le piante levavano al cielo le loro braccia prive di foglie e non c’era nemmeno il volo e il canto di un uccello.
Vicino al piccolo paese c’era il castello di un conte, un tipo aspro e rude, un misantropo che non metteva mai i piedi fuori dalle sue stanze e intorno al castello un grande giardino dove non cresceva un filo d’erba, non c’erano fiori, le piante levavano al cielo le loro braccia prive di foglie e non c’era nemmeno il volo e il canto di un uccello.
Un giorno il più piccolo bambino del piccolo paesino adagiato
sulla valle, approfittando della disattenzione dei gendarmi che vigilavano
le porte, riuscì ad entrare e, miracolo!
In un
istante la terra si ricoprì di erba e di fiori, sugli alberi spuntarono le
foglie e gli uccelli cominciarono ad emettere i loro canti melodiosi.
Il conte, sentendo il canto degli uccelli, si affacciò alla
finestra e rimase veramente stupito di un cambiamento così repentino, poi vide
il piccolo bambino che correva e giocava felice sul prato, e d’improvviso si
rese conto di quanto era stato cattivo per non aver fatto entrare i bambini del
piccolo villaggio a correre e giocare.
Ordinò subito alle sue guardie di spa- lancare il grande
cancello e di far entrare tutti i bambini che cominciarono a correre a e a
giocare felici.
Da allora in poi il conte non fu più
un misantropo e anzi scendeva molto
spesso a giocare con i bambini e ne era molto felice e tutti chiamarono quel giardino ‛Il giardino della primavera’.





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